Tornare a vivere il Tevere

di Michele Mastropietro
La proposta urbana “Tevere Cavo” promossa dal prof. Antonino Saggio è incentrata sulla riqualificazione delle aree adiacenti al fiume Tevere. Il progetto urbano si sviluppa su più siti direttamente adiacenti al fiume e ha diverse tematiche nelle proposte con l’intento comune di eliminare le barriere tra la città e il fiume favorendo quindi la vita sociale in questi luoghi. Uno dei progetti compresi nella proposta è “Rolling Stones” di Angelica Sansonetti. Esso è situato nell’area nei pressi della foce dell’Aniene, luogo fortemente degradato a causa delle barche ormeggiate nel fiume che segnano fortemente il paesaggio circostante interrompendo la vista del fiume mentre dal punto di vista economico non sono convenienti poiché sono sottoutilizzati in gran parte dell’anno; inoltre sono pericolosi in caso di piena del Tevere in quanto creano un effetto diga incastrandosi con le strutture sovrastanti e mettendo a repentaglio la loro integrità.
Il progetto propone la riqualificazione della zona attraverso due punti: case galleggianti di forma organica (da cui lo stesso prende il nome, in quanto le forme risultano assimilabili a grandi sassi) e lo studio di un’area, una sorta di marina resort, dove ancorare e riparare le case
Fotoinserimento “Rolling Stones” - Angelica Sansonetti

Le case galleggianti progettate saranno diverse per forma e dimensione, alcune verranno utilizzate come case vacanza per un turismo di qualità nella stagione estiva permettendo soggiorni in località esclusive, altre verranno utilizzate per piccole crociere lungo il corso del fiume. Attraverso la nuova area si può riqualificare una zona attualmente occupata da grandi depositi di auto rottamate. La zona è interamente riprogettata attraverso una collina artificiale e una baia in cui saranno poi riparate le abitazioni galleggianti; all’interno di essa si prevedono volumi simili a grandi massi arenati destinati a servizi di vario tipo: i piani superiori sono destinati al settore commerciale, centro fitness e alla ristorazione, mentre i piani inferiori a magazzini e rimesse. Lungo il fiume è previsto un parco attrezzato con percorsi che regolano la camminata mentre nella stagione invernale cambiano funzione accogliendo l’acqua durante la piena.
La maggiore qualità del progetto sta nella sua compatibilità con l’area in cui si inserisce: è molto innovativo ma allo stesso tempo legato fortemente al Tevere e alla città di Roma che ha la necessità di riconnettersi con esso. La città attualmente è divisa dal fiume e questo risulta essere un problema trasformabile in  risorsa riducendo la distanza tra il fiume e la città. “Rolling Stones” e altri progetti contenuti in “Tevere Cavo” permettono tutto ciò integrando l’uso del fiume con la vita della città.
In tutto il mondo si stanno sempre più diffondendo progetti basati sul rapporto con l’acqua e costituiti da edifici o complessi galleggianti. Altri stati sono più all’avanguardia riguardo questo tema, corsi d’acqua o laghi non vengono trattati come limiti o spaccature, non ci si distacca da essi ma vengono usati nella vita comune nel pieno rispetto dell’ambente. In Germania sulla riva meridionale del lago di Geierswald gli architetti Wilde, nel 2012 hanno progettato due case vacanza galleggianti.
Fotoinserimento “Rolling Stones” - Angelica Sansonetti

 Queste sono il frutto del dialogo fra architettura, design, tecnologia e rispetto dell’ambiente. Importanti per la forza compositiva con cui si pongono nei confronti del contesto, esse hanno una copertura e dalle facciate fuse in unica vela in superfici di acciaio e vetro che schiudono lo sguardo verso il lago. Questo progetto è stato importante soprattutto per l’intenso lavoro di ricerca tecnologica in quanto i materiali devono rapportarsi ogni giorno con la presenza dell’acqua.
Un progetto ancor più simile a quello di Angelica Sansonetti è “Water Nest 100”, la casa eco galleggiante dell’architetto italiano Giancarlo Zema. Si tratta di un’abitazione circolare a forma di uovo di 100 metri quadri di diametro 12 e altezza 4.  

Vista esterna della casa galleggiante “Waternest 100” - Giancarlo Zema Design Group

È costituito da una base modulare a tenuta stagna su cui vengono costruiti degli archi ricoperti poi da un tavolato in lamellare ai lati mentre sopra si sono presenti dei pannelli fotovoltaici. Questi la rendono energeticamente autosufficiente e grazie alle aperture c’è una circolazione spontanea di aria. All’interno si trovano soggiorno, sala da pranzo, camera da letto, cucina e bagno, tuttavia la destinazione residenziale non è l’unica prevista poiché è studiata affinché possa diventare anche bar, ristorante, spazio espositivo, ufficio grazie alla flessibilità degli interni. Gli arredi in continuità con la scelta del pieno rispetto dell’ambiente sono realizzati quasi esclusivamente con materiale riciclato. Le grandi aperture permettono un importante rapporto con l’ambiente circostante che si può godere dagli ampi balconi divisi dall’interno solo da una superficie vetrata, in modo da poter essere vissuto come prosecuzione dell’ambiente interno annullando la divisione tra fuori e dentro.

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