La piazza coperta: luogo in cui ridare dignità allo spazio aperto
di Marco Aquilani
Il progetto che ho deciso di analizzare è smart plat ideato da Giuliana D’Amore
come tesi di laurea nell’anno accademico 2012-2013, è una di quelle idee che
cercano di risolvere uno dei tanti problemi di Roma, nel caso in esame quello
dei numerosi spazi vuoti, inutilizzati e aperti di cui la città è piena e dei
quali molto spesso ci dimentichiamo. L’intenzione della progettista è quella di
creare dei poli in tutto il territorio romano dove le persone si possano
riunire e condividere idee, anche grazie alla possibilità di connettere queste
pensiline a sistema fra di loro attraverso il sistema dei cloud; il progetto si sofferma
in particolar modo sull’area di Largo Maresciallo Diaz, zona interessata dal
progetto Tevere Cavo, tra la piazza di ponte Milvio e lo stadio della Farnesina,
luogo centrale di Roma, snodo fondamentale nel quale confluiscono due grandi
strade consolari la via Flaminia a sud e la via Cassia.
Il progetto è fondamentalmente una piazza coperta che segue le linee dell’area, sotto si può usufruire del wifi, si può aspettare l’autobus, si possono vedere delle mostre temporanee; la copertura in acciaio è ricoperta da pannelli fotovoltaici e vetro. L’idea della piazza coperta affascina molti architetti ed è diventato un tema ricorrente nell’architettura contemporanea di cui abbiamo numerosissimi esempi in ambito internazionale: come la piazza coperta progettata e realizzata per l’Expo di Lisbona in Portogallo del 1998 da Alvaro Siza, l’edificio funziona come ingresso monumentale al sito, che induce il visitatore ad osservare il mare; l’idea è quella di avere una copertura che unisce i due edifici (alti 14 m) dell’esposizione portoghese, così si viene a creare un enorme piazza coperta, la vela in cemento è spessa 20 cm supportata da cavi di acciaio, la struttura sembra essere quasi priva di peso e unire dolcemente i due edifici che la sorreggono, la copertura stessa è rivestita in piastrelle di ceramica di colore rosso e verde, con un riferimento ai colori nazionali del Portogallo. Altro esempio è quello realizzato da Norman Foster e partners, uno dei numerosi interventi volti a riqualificare il lungomare di Marsiglia capitale europea della cultura nel 2013, la struttura di acciaio inossidabile è stata concepita come un piano riflettente appoggiato su otto sottili pilastri che grazie ai bordi conici presenta uno spessore alla vista minimo; la copertura a specchio riflette tutto ciò che avviene al di sotto, dilatando notevolmente l'impatto visuale dello spazio pubblico, il padiglione risulta completamente aperto in tutti i suoi lati e cerca di ridare centralità alla zona del porto ormai da molto tempo trascurata. In Italia abbiamo la più grande piazza coperta d’Europa, realizzata da Pei Cobb Freed & Partners che fa parte del progetto per il palazzo della regione Lombardia, composto da una torre di 161 metri, circondata da edifici curvilinei alti dai 7 agli 8 piani, uniti appunto da questo spazio chiamato piazza città di Lombardia; la piazza si sviluppa secondo una forma ogivale su una superficie di circa 4.000 m², coperti da una struttura modulare rivestita in vetro, posta a 32 metri di altezza, lo spazio pubblico viene periodicamente affittato per eventi e mostre ed offre una capienza di tremila persone. Un altro esempio di piazza coperta si può trovare in Belgio ad Aversa ad opera di Bernardo Secchi e Paolo Viganò, nel caso in esame la copertura sorretta da sottili pilastri ha la funzione di creare un rapporto tra il teatro che non necessitò di lavori in facciata e lo spazio pubblico, la copertura della piazza crea così una cornice nella quale è possibile vedere la parte anteriore del teatro, su di un lato viene inserita la nuova scala di emergenza. Interessante è anche l’intervento fatto a Girona in Spagna dagli architetti del gruppo RCR, il progetto crea un nuovo spazio pubblico all’interno di un’area abbandonata, l’involucro interamente in metallo si affaccia su di un fiume che viene attraversato per mezzo di un ponte pedonale in corten. In Olanda a Rotterdam possiamo osservare la piazza coperta realizzata dal gruppo MVRDV, qui la piazza non è coperta da una semplice pensilina, ma da un intero edificio residenziale che forma una volta sotto cui si viene a creare questa enorme piazza coperta, l’interno è caratterizzato da coloratissime decorazioni e di giorno ospita un mercato permanente, mentre all’esterno presenta grandi facciate in vetro dove sono collocati ristoranti e locali. Infine in Norvegia più precisamente a Stavanger eletta capitale europea della cultura nel 2008 il gruppo formato dai norvegesi di atelier Oslo e dai francesi di AWP ha realizzato una piccola piazza coperta interamente in legno lamellare ricoperta di vetro, destinata ad essere un punto di incontro ed un luogo in cui poter assistere a spettacoli vari; la forma della copertura è molto interessante perché è la classica casa in legno con tetto a due falde, uguale alle abitazioni che le stanno accanto, ma è interamente svuotata, questo dà alla copertura un senso di leggerezza, ciò avviene anche grazie alla superficie interamente vetrata che mette in risalto la struttura a maglia quadrata. Tutti questi progetti elencati presentano una differenza fondamentale con smart plat che non vuole essere semplicemente una piazza coperta ma creare «nodi di interscambio di tecnologia e di informazioni»[1] sparsi per il territorio romano.
Il progetto è fondamentalmente una piazza coperta che segue le linee dell’area, sotto si può usufruire del wifi, si può aspettare l’autobus, si possono vedere delle mostre temporanee; la copertura in acciaio è ricoperta da pannelli fotovoltaici e vetro. L’idea della piazza coperta affascina molti architetti ed è diventato un tema ricorrente nell’architettura contemporanea di cui abbiamo numerosissimi esempi in ambito internazionale: come la piazza coperta progettata e realizzata per l’Expo di Lisbona in Portogallo del 1998 da Alvaro Siza, l’edificio funziona come ingresso monumentale al sito, che induce il visitatore ad osservare il mare; l’idea è quella di avere una copertura che unisce i due edifici (alti 14 m) dell’esposizione portoghese, così si viene a creare un enorme piazza coperta, la vela in cemento è spessa 20 cm supportata da cavi di acciaio, la struttura sembra essere quasi priva di peso e unire dolcemente i due edifici che la sorreggono, la copertura stessa è rivestita in piastrelle di ceramica di colore rosso e verde, con un riferimento ai colori nazionali del Portogallo. Altro esempio è quello realizzato da Norman Foster e partners, uno dei numerosi interventi volti a riqualificare il lungomare di Marsiglia capitale europea della cultura nel 2013, la struttura di acciaio inossidabile è stata concepita come un piano riflettente appoggiato su otto sottili pilastri che grazie ai bordi conici presenta uno spessore alla vista minimo; la copertura a specchio riflette tutto ciò che avviene al di sotto, dilatando notevolmente l'impatto visuale dello spazio pubblico, il padiglione risulta completamente aperto in tutti i suoi lati e cerca di ridare centralità alla zona del porto ormai da molto tempo trascurata. In Italia abbiamo la più grande piazza coperta d’Europa, realizzata da Pei Cobb Freed & Partners che fa parte del progetto per il palazzo della regione Lombardia, composto da una torre di 161 metri, circondata da edifici curvilinei alti dai 7 agli 8 piani, uniti appunto da questo spazio chiamato piazza città di Lombardia; la piazza si sviluppa secondo una forma ogivale su una superficie di circa 4.000 m², coperti da una struttura modulare rivestita in vetro, posta a 32 metri di altezza, lo spazio pubblico viene periodicamente affittato per eventi e mostre ed offre una capienza di tremila persone. Un altro esempio di piazza coperta si può trovare in Belgio ad Aversa ad opera di Bernardo Secchi e Paolo Viganò, nel caso in esame la copertura sorretta da sottili pilastri ha la funzione di creare un rapporto tra il teatro che non necessitò di lavori in facciata e lo spazio pubblico, la copertura della piazza crea così una cornice nella quale è possibile vedere la parte anteriore del teatro, su di un lato viene inserita la nuova scala di emergenza. Interessante è anche l’intervento fatto a Girona in Spagna dagli architetti del gruppo RCR, il progetto crea un nuovo spazio pubblico all’interno di un’area abbandonata, l’involucro interamente in metallo si affaccia su di un fiume che viene attraversato per mezzo di un ponte pedonale in corten. In Olanda a Rotterdam possiamo osservare la piazza coperta realizzata dal gruppo MVRDV, qui la piazza non è coperta da una semplice pensilina, ma da un intero edificio residenziale che forma una volta sotto cui si viene a creare questa enorme piazza coperta, l’interno è caratterizzato da coloratissime decorazioni e di giorno ospita un mercato permanente, mentre all’esterno presenta grandi facciate in vetro dove sono collocati ristoranti e locali. Infine in Norvegia più precisamente a Stavanger eletta capitale europea della cultura nel 2008 il gruppo formato dai norvegesi di atelier Oslo e dai francesi di AWP ha realizzato una piccola piazza coperta interamente in legno lamellare ricoperta di vetro, destinata ad essere un punto di incontro ed un luogo in cui poter assistere a spettacoli vari; la forma della copertura è molto interessante perché è la classica casa in legno con tetto a due falde, uguale alle abitazioni che le stanno accanto, ma è interamente svuotata, questo dà alla copertura un senso di leggerezza, ciò avviene anche grazie alla superficie interamente vetrata che mette in risalto la struttura a maglia quadrata. Tutti questi progetti elencati presentano una differenza fondamentale con smart plat che non vuole essere semplicemente una piazza coperta ma creare «nodi di interscambio di tecnologia e di informazioni»[1] sparsi per il territorio romano.
[1] Antonino
Saggio, l’architetto,Gennaio 2015,
http://magazine.larchitetto.it/gennaio-2015/gli-argomenti/attualita/la-schiuma-che-informa.html

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